Paggina principali arrow Lingua Siciliana Unificata arrow Un cumpenniu di ortugrafia siciliana
  • Sicilianu
  • English
  • Spanish
  • Français
Un cumpenniu di ortugrafia siciliana PDF Imprimir E-Mail
escrito por ALEKSANDAR SIMONOVI   

Sto scrivendo questo articolo in toscano per due ragioni. Sarebbe illogico scriverlo in siciliano  secondo le regole che sto cercando di cambiare. D’altro canto sarebbe troppo pretenzioso scriverlo secondo le regole che voglio proporre.

La mia proposta sarà esposta in vari punti che saranno designati con numeri arabi.

1) Per la parlata standard si deve prendere quella palermitana. Questa è l’unica scelta naturale perché Palermo è il centro amministrativo, culturale, educativo ed è la città più popolosa ed estesa della Regione Siciliana. Se invece scegliessimo il messinese, ad esempio, alla fine sarebbe un fiasco totale. Forse il messinese può sembrare un ponte tra il siciliano dell’ isola e il siciliano parlato nella Calabria del sud, come una volta la varietà iecava del serbocroato pareva fosse un ponte tra il serbocroato parlato in Turchia e quello parlato in Austro-ungheria. Però, la gente di Belgrado giammai accettò questo tipo di pronuncia. Perciò, ho paura che qualsiasi altra parlata oltre a quella palermitana sarebbe una soluzione incompleta e non facile da accettare.

 

2) Benché la parlata scelta sarebbe quella di Palermo e dintorni, si dovrebbero fare le seguenti eccezioni dalla fonologia palermitana perché si possa comporre l’ortografia standard. Questo, comunque, non dovrebbe influenzare lo standard orale.

 

3) La prima eccezione è la conservazione della distinzione tra “d” e “r”. Dunque, si dovrebbe scrivere una d nelle parole a guisa di:

diri, distanza, di, pedi, caudu, dintra, brodu...

(Cuntinua documentu PDF)

 
Siguiente >